GINEVRA DI MARCO SINGER

Ginevra Di Marco nasce a Firenze il 15 luglio 1970. Inizia il suo percorso musicale entrando a far parte del gruppo Esp. Nel 1991 collabora all'album di Vidia "Solo Un Folle Può Sfidare Le Sue Molle", in cui canta "Libertè". Nello stesso anno collabora con gli Ustmamò nell'album omonimo. Il successo arriva nel 1993, quando partecipa come ospite nel disco "Ko De Mondo" dei CSI. E' una voce defilata, quasi impercettibile, ma le sue qualità la fanno subito notare, e già dal seguente disco: In Quiete, registrato dal vivo, la si può considerare prima voce al fianco di Giovanni Lindo Ferretti, cantante del gruppo. Nel frattempo nasce e si consolida l'intesa tra Ginevra e Francesco Magnelli, mente compositiva della band, tastierista e pianista estroso. Il sodalizio frutterà dapprima una curiosa escursione cinematografica (la sonorizzazione del film muto del 1920 "Il Fantasma Dell'Opera") e poi la partecipazione alla compilation "Matrilineare" con il brano "Terraluna". Nel 1999 esce "Trama Tenue", il debutto solista di Ginevra: al plauso della critica corrisponderà il Premio Ciampi. Lo stesso anno collabora con Franco Battiato in "Gommalacca". Nel 2000 è la volta del Premio Tenco, come miglior artista esordiente, e subito dopo della partecipazione alla compilation - tributo a Robert Wyatt "The Different You – Robert Wyatt e Noi" con "Maryan" (in coppia con Cristina Donà) e "Chairman Mao" a nome CSI. È proprio in questa occasione che conosce Max Gazzé, e tra i due nasce un profondo feeling artistico: oltre a vedersi reciprocamente partecipi in "Max Gazzè" e "Trama Tenue", nel Febbraio e Marzo del 2002 Ginevra, incinta ormai al settimo mese, segue il cantautore romano nel suo tour "Ognuno Fa Quello Che Gli Pare". Nello stesso periodo esce, su etichetta Il Manifesto, il primo disco dal vivo di Ginevra dal titolo "Concerto n. 1 - Smodato Temperante", testimonianza del tour semiacustico dell'anno precedente. Allo scioglimento dei CSI, Ginevra continua la collaborazione con i componenti del gruppo attraverso il nuovo progetto PGR, di cui è ormai a tutti gli effetti uno dei motori del gruppo; compone infatti le melodie cui presta una voce sempre più duttile. In questo nuovo gruppo, Ginevra cura personalmente molte delle linee melodiche dei testi scritti da Ferretti. Successivamente porta in giro, in Italia e in Spagna, lo spettacolo teatrale Iris, ispirato ad un racconto dello spagnolo Manuel Rivas: "La Lingua Delle Farfalle". Dopo il primo disco con i PGR, i relativi percorsi artistici si dividono, e Ginevra nel 2004 lascia il gruppo insieme a Francesco Magnelli che la accompagna per seguire finalmente un percorso definitivamente solista. Nel 2005 giunge così "Disincanto", frutto dolciastro dal cuore amaro, undici episodi di grande versatilità. . Nei due anni successivi Ginevra si dedica quasi esclusivamente alla grande esperienza musicale e di vita intrapresa con Stazioni Lunari. Inizia il suo nuovo grande viaggio: quello che passa per la tradizione e i canti popolari. Arriva così a registrare l'ultimo suo disco "Stazioni Lunari Prende Terra A Puerto Libre", in uscita a fine ottobre 2006. Canti dal margine della Storia, da un mondo profondo e dimenticato: Romania, Ungheria, Grecia, i Balcani, gli Slavi, i Rom, il Portogallo, la Bretagna, il Messico, il Cile, gli italiani del Sud e quelli di Toscana. Nello stesso solco si inserisce Donna Ginevra (2009), ancora un viaggio nel profondo delle tradizioni e dei margini, recuperando brani come frammenti di storia più o meno sommersa e dimenticata. Passando da Napoli a Cuba, dalla Bretagna al Lazio, dalla Toscana al Cilento e ai Balcani, la voce di Ginevra si conferma interprete a tutto tondo sposando con trasporto e generosità il vitalismo delle proteste popolari, le doglianze e le meditazioni sulla difficile arte di stare al mondo, i volti diversi e complementari dell'amore. Da sottolineare infine l'inclusione in scaletta di due pezzi firmati Tenco e Pino Daniele, quasi si intendesse additare quel legame tra canzone d'autore e vita ad altezza d'uomo un tempo saldissimo e oggi parecchio più labile, o se preferite astratto. La produzione artistica del 'solito' Francesco Magnelli determina arrangiamenti ingegnosi ma essenziali, rispettosi ma senza timore reverenziale, suggerendo una progressione che sa di ritorno a casa, a quel retroterra vivo, radicato tra cuore e memoria, che da sempre distingue la cifra espressiva di Ginevra.



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